Col fiasco vuoto e la pancia piena
inchiodo sulla carta questi versi
nel timore che vadano dispersi
dentro la mente che si barcamena.

Vispi su sassi lisci di golena
saltellano pensieri controversi
anfibi che dal vino son emersi,
una sfilza di rime l’incatena.

Ora che ho sfornato le quartine
devo fondere tutto nel cemento
di parole come un manovale

che per finire in modo puntuale
segue del Petrarca il rudimento
rimando allo specchio le terzine.
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