Nel mio corpo è sbocciato il fior del male,
infocato, funesto,  prepotente.
Non rispetta né amore né morale;
invadere mi vuole fibre e mente.

Mi ghigna innanzi, orrendo carnevale
che in me vuole ridurre tutto in niente.
Ma non voglio aspettare il mio finale
ché a morte sta colpendo un innocente.

La mia paura ora a fuggir m’induce
cercando scampo a quel fiorir funesto.
Ma il fiore mi persegue sordo e truce.

Armanda mia, al fianco tuo m’arresto.
la tua mano al sicuro mi conduce?
S’oscura il fiore e tu sei la mia luce.
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