Il gabbiano sorvola la battigia
e lascia scivolare la sua ombra
dove ricami di dorata sabbia
esaltano passi un tempo esitanti.

L’incombente autunno si è dileguato,
nuova speranza giungerà a schiuder
gli alterni ritmi dell’esistere.
Radioso, saetta in volo radente  

nel felice gioco con l’onda mite
quand’essa s’abbandona al suo avanzare
prima che un’altra, lenta, la raggiunga.

Veloce s’innalza fiero e spavaldo  
fronteggiando il sole nella sua corsa
io rapito, mi libro sulle cime.
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