Riverbero di sole sull’asfalto
abbaglia l’occhio che difesa cerca,
guizza dietr’un sasso la lucerta,
incerto l’aquilone vola in alto
mentre l’onda ratta col suo salto
infrange dei fanciulli attese sacre,
abbatte l'ultimo castello, alacre
frutto d’ingenuo zelo, l’assalto
è cieco distruttore. Sento odore
salmastro dacché spumeggiano l’onde
e lavano invano anche quel dolore.
Vibrando le cicali tra le fronde
ombrose friniscon, ma ormai logore
taccion giacché il sole già s’asconde.
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