Cavallo di velo –nuvole bianche-
corrono veloci per le contrade
e i ricordi percorrono le strade
al margine dell’eco d’affanno stanco.

La musa guida vuoti duraturi,
sale l’ombra del poeta solitario,
lo sguardo accollato all’abbecedario
allunga la sua ombra grigia sui muri.

Scendono ore senza idea né verso,
nulla penetra la rima sonora,
la pagina bianca è la dimora

del fantasma lirico che ristora,
fermo in controluce appanna l’idea,
nulla si distrugge ma nulla si crea.
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