una collaborazione:
Comune di Monterotondo
Università degli studi di Siena
E sorge dalle labbra di porpora
velata la melodia dall’argento
e dal rame coronata; mormora
squillando in un silenzio e lento
il suo momento, tutto attorno indora.
Piega dal gran capo un vivido portento
alato, quel fuoco che divora
reca gioia, non fosco patimento.
Dall’aura sua brillando non cede
un altro infranto, ma le rotolano
gocce d’alchemico metallo e la mercede–
quasi divina intervenzione– vano
il tuo arrabbiar che la ragione lede.
Fra le ali accolto e da sua man più piano.