{"id":30,"date":"2019-06-25T02:26:16","date_gmt":"2019-06-25T00:26:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.premiorenatofucini.it\/?page_id=30"},"modified":"2019-06-25T02:26:16","modified_gmt":"2019-06-25T00:26:16","slug":"vanno-in-maremma","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/vanno-in-maremma\/","title":{"rendered":"Vanno in Maremma"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dai racconti delle &#8220;Veglie di\nNeri!&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa me la raccont\u00f2 nel canto del f\u00f2co l&#8217;amico Raffaello,\nquella sera che m&#8217;invit\u00f2 a cena a mangiare le pappardelle sulla lepre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sei di dicembre dell&#8217;anno passato, te ne ricorderai e se non\nte ne ricordi non importa, fece un tempo da diavoli. A guardare la montagna\npoi, era uno spavento; e anche di quaggi\u00f9 si sentiva la romba della bufera che\nmugolava fra i castagni, mandando fino a noi qualche foglia secca insieme col\nsinibbio che strepitava sui vetri delle finestre come la grandine. Io son fatto\npeggio delle gru: pi\u00f9 cattivo \u00e9 il tempo, e pi\u00f9 sento il bisogno d&#8217;essere in\ngiro. E volli uscire con lo schioppo in cerca di qualche animale.<br>\nA un mezzo miglio da casa, sulla via maestra, incontrai Maso del Gallo tutto\nimbacuccato, e lo fermai per sentire se sapeva punti beccaccini.<br>\n\u00abDio signore! sor Raffaello\u00bb, mi disse soffiandosi nelle mani, \u00abnon mi faccia\nfermare; mi par d&#8217;esser diventato un pezzo di marmo.\u00bb<br>\n\u00abInsegnami un beccaccino.\u00bb<br>\n\u00abCe n&#8217;ho uno nella madia che l&#8217;ammazzai l&#8217;altra sera all&#8217;aspetto. Se v\u00f2l\nquello, lo vada a pigliare, ma altri non ne so davvero.\u00bb<br>\n\u00abO come mai?\u00bb<br>\n\u00abO dove li v\u00f2l trovare, benedetto lei, se \u00e9 tutto una spera di ghiaccio? Torni,\ntorni indietro, ch\u00e9 piglier\u00e0 un malanno. Ma non lo sente che lavoro \u00e9 questo?\u00bb<br>\nDistratto da una truppa di cinque persone che ci passarono accanto, domandai a\nMaso: \u00abO que&#8217; disgraziati?\u00bb.<br>\n\u00abSon montanini; non li vede? Vanno in Maremma&#8230; Arrivederlo signor\u00ef\u00bf\u00bda, in\nbocca al lupo; ma torni indietro, dia retta a un ignorante&#8230; br\u00e9\u00e9\u00e9!&#8230;\u00bb<br>\nE si allontan\u00f2 lesto lesto, battendo forte i piedi per riscaldarsi.<br>\nIo rimasi un momento a guardare impensierito quei poveri diavoli. Quella era di\ncerto una di quelle famiglie che nell&#8217;inverno emigrano dalla montagna, snidate\ndal rigore della stagione e dalla fame: il babbo, la mamma, due ragazzetti\nsotto i dodici anni e una bambina che, come seppi dopo, ne aveva otto appena\ncompiti.<br>\nIl babbo, un ometto sulla cinquantina, basso, gi\u00e0 curvo, con le gambe a\nroncolo, stava avanti alla piccola brigata, strascicandosi dietro faticosamente\ni suoi gravi zoccoli con le suola di legno alta tre dita; aveva in capo un\nberrettaccio intignato di pelle di volpe, calzoni formati di cento toppe di\naltrettanti colori sudici e sbiaditi, e giacchetta di mezza lana quasi nuova,\ndi sotto alla quale scaturiva la lama d&#8217;una roncola e il manico d&#8217;una\nmannaretta raccomandate alla cintola, e teneva per il ferro una scure,\nservendosene come di mazza. Col bastone si teneva sulla spalla sinistra un\nsacchetto di castagne.<br>\nDietro a lui subito venivano i due bambini vestiti press&#8217;a poco come il babbo;\ncon pi\u00f9 una straccio di pezzola passata sopra al berretto e legata sotto la\ngola per difendersi il collo dalla neve.<br>\nIl primo, con un ombrellone a tracolla tenuto da uno spago, se la rideva\ndivertendosi a fare i passi lunghi dietro a quelli del babbo, mentre tirava a\nstratte misurate il fratello minore che gli andava dietro frignando e\nzoppicando, forse pei geloni ammaccati dentro un paio di scarponi da uomo\nsfondati e senza leg\u00e0cciolo.<br>\nVolli andargli dietro, volli discorrere col vecchio capofila, e affrettando il\npasso, in pochi salti gli fui accanto.<br>\n\u00abStagionaccia, galantuomo\u00bb, dissi per attaccar discorso.<br>\n\u00abBella non \u00e9 davvero, signor mio.\u00bb<br>\n\u00abAndate molto lontano?\u00bb<br>\n\u00abPer le Maremme.\u00bb<br>\n\u00abIn che luogo?\u00bb<br>\n\u00abTalamone.\u00bb<br>\nEgli, vedendomi fare un movimento che voleva dire un \u00abperdio!\u00bb di quelli che\nchi li tiene in corpo \u00e9 bravo, mi guard\u00f2, sorrise, e continu\u00f2:<br>\n\u00abNon c&#8217;\u00e9 mica poi tanto, sapete. Di qui passer\u00e0 poco le cento miglia. Si va su\nsu, adagio adagio, coll&#8217;aiuto di Dio, e quest&#8217;altra settimana, alla pi\u00f9 lunga\nsabato, s&#8217;arriva. La strada, non dubitare, la conosco bene; sono trentacinque\nanni che la faccio; la sorte m&#8217;ha sempre assistito, e per grazia del cielo\neccomi qui. L&#8217;anno passato ci menai questo solo\u00bb, disse, accennandomi con una\nspallata il bambino che misurava il passo, il quale nel sentirsi rammentare\nperse il tempo per guardarmi, e dando un inciampicone negli zoccoli di suo\npadre, and\u00f2 a battere il naso nel sacchetto delle castagne che il vecchio\nteneva a spalla.<br>\n\u00abCi menai questo solo l&#8217;altr&#8217;anno. Fino a Grosseto, come Dio volle, ce la fece;\nl\u00ef\u00bf\u00bd per\u00f2 gli si sbucci\u00f2 un piede e mi tocc\u00f2 a portarmelo a cavalluccio&#8230; Son\npoche miglia di l\u00ef\u00bf\u00bd a Talamone. Ma quest&#8217;anno, caro signore, m&#8217;\u00e9 toccato\nmenarli tutti.\u00bb<br>\n\u00ab\u00ef\u00bf\u00bd la tua famiglia questa?\u00bb<br>\n\u00abQuesti due sono miei, sissignore; e quella bimbetta l\u00ef\u00bf\u00bd che, se la guardate,\nha ott&#8217;anni finiti e non gli se ne darebbe sei da&#8217; gran patimenti di su&#8217; madre\nche non gli ha mai voluto bene, \u00e9 d&#8217;un mi&#8217; fratello che anno di l\u00e0 mor\u00ef\u00bf\u00bd alla macchia\nd&#8217;una perniciosa. Mi si raccomand\u00f2 tanto che ci pensassi io, che quando la su&#8217;\nmamma quest&#8217;agosto riprese marito, non gliela volli lasciare; come che avendo\nanche l&#8217;approvazione del curato, non gliela rendo pi\u00f9. E quella \u00e9 Zita, la mi&#8217;\nmoglie.\u00bb<br>\n\u00abBuon giorno, sposa\u00bb, risposi ad un saluto malinconico che mi fece con gli\nocchi, movendo appena la testa.<br>\n\u00abE perch\u00e9, dovendo condurre questi poveri piccini, non sei andato col vapore o\nalmeno con un po&#8217; di barroccio?\u00bb<br>\n\u00abCi sarei andato volentieri anch&#8217;io, caro signore, con un bel barroccio che ci\nsi va anche con poco\u00bb, disse guardandomi sgomento, \u00abma come si fa? Se le cose\nanderanno bene, state allegri ragazzi\u00bb, disse volgendosi ai piccini, \u00absi vedr\u00e0\ndi farne un po&#8217; in barroccio al ritorno.\u00bb<br>\n\u00abPi\u00f9 volentieri\u00bb, continu\u00f2 volgendosi di nuovo a me, \u00abpi\u00f9 volentieri li avrei\nfatti restare tutti a casa; ma non avevo da lasciargli nulla, signore mio,\nnulla! nemmanco un po&#8217; di farina per isvernare.\u00bb<br>\n\u00abSta bene; ma per la via come la rimedi?\u00bb<br>\n\u00abSi fa alla meglio, a dirlo a voi; si va alla carit\u00e0 di questi contadini, e,\nper dirla giusta, pochi fin qui me l&#8217;hanno ricusata la capanna per dormire e un\ntozzerello di pane. L\u00ef\u00bf\u00bd ci abbiamo de&#8217; necci,\u00bb e mi accenn\u00f2 il paniere della\nmoglie, \u00abe qui dentro ci ho delle castagne, che se non ci segue disgrazie di\ndoverci fermare, ci basta quasi per arrivare al posto.\u00bb<br>\nDetti un&#8217;occhiata al paniere, al sacchetto e a quelle cinque facce sofferenti,\ne mi sentii correre instintivamente la mano al portafogli. Presi quel poco che\nmi parve, perch\u00e9, tu lo sai, disgraziatamente ho da pensare troppo a me, e\naccostatomi al bambino maggiore gli detti con cautela, perch\u00e9 non vedesse suo\npadre, un piccolo foglio. Mi guard\u00f2 spaurito, guard\u00f2 quel che aveva nella mano,\ne chiamando suo padre incominci\u00f2 a gridare:<br>\n\u00abO babbo! o babbo! guardate cosa m&#8217;ha dato questo signore! O cos&#8217;\u00e9? o cos&#8217;\u00e9\u00bb.<br>\n\u00abDigli &#8220;Dio vi rimeriti&#8221; a questo signore, Tonino; digli &#8220;Dio vi\nrimeriti&#8221;&#8230;\u00bb<br>\n\u00abNon importa, non importa. Addio, monello; buon viaggio e buona fortuna,\ngalantuomo.\u00bb<br>\n\u00abAltrettanto a voi, signore, e state fiero.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti si durava fatica a star ritti, tanta era la forza del\nvento gelato che, avendogli voltato contro le spalle, ci tormentava\nsbacchiandoci nel collo un nevischio duro e tagliente come vetro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo piccolo disgraziato, a forza di rasciugarsi il moccio e\nle lacrime con la manica della giacchetta, se l&#8217;era ridotta, fino al gomito, un\ncartoccio di ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dieci passi addietro veniva la mamma, pallida, smunta,\nimpettita, con gli occhi a terra, camminando a ondate gravi come tutti gli\nabitanti delle montagne, la quale, avendo infilato il braccio sinistro nel\nmanico d&#8217;un paniere, teneva la mano sotto al grembiule, e con l&#8217;altra quasi\nstrascicava la bambina che, inciampando in tutti i sassi, le andava dietro come\nun orsacchiotto, rinfagottata in un lacero giacchettone da uomo che le toccava\nterra. Aveva i suoi duri zoccoletti di legno, e le mani rinvoltate dentro a\ndegli stracci fermati al polso con fili di ginestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strada doveva a loro sembrare in quel momento poco faticosa,\nperch\u00e9 il vento se li portava quasi in collo e li balestrava ora di qua, ora di\nl\u00e0 dalla via, facendo schioccare come fruste que&#8217; po&#8217; di cenci che avevano\naddosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVanno in Maremma!\u00bb, aveva detto Maso. \u00abQuando ci arriveranno?\nCome ci arriveranno?\u00bb: questo chiedevo a me stesso, e non sapevo levar gli\nocchi da dosso a quel compassionevole gruppo che fra pochi minuti non avrei pi\u00f9\npotuto scorgere attraverso alla nebbia del nevischio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la madre, che aveva mantenuto i suoi dieci passi di distanza,\nmi pass\u00f2 davanti \u00abDio vi benedica!\u00bb mi disse. E stetti qualche momento a\nvederli allontanare tra la bufera, che rammulinava la neve sempre pi\u00f9 gelata e\npi\u00f9 folta, fischiando attraverso gli alberi brulli della via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui Raffaello s&#8217;interruppe per dire a Gano che buttasse un altro\nciocco sul fuoco; poi, dopo esser rimasto qualche momento col capo basso a\npensare, lo rialz\u00f2 per domandarmi: \u00abChe ne sar\u00e0 stato?\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dai racconti delle &#8220;Veglie di Neri!&#8221; Questa me la raccont\u00f2 nel canto del f\u00f2co l&#8217;amico Raffaello, quella sera che m&#8217;invit\u00f2 a cena a mangiare le pappardelle sulla lepre. Il sei di dicembre dell&#8217;anno passato, te ne ricorderai e se non te ne ricordi non importa, fece un tempo da diavoli. A guardare la montagna poi,&#8230; <a class=\"view-article\" href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/vanno-in-maremma\/\">Mostra articolo<\/a>","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-30","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30\/revisions\/31"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}