{"id":40,"date":"2019-06-25T02:30:16","date_gmt":"2019-06-25T00:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.premiorenatofucini.it\/?page_id=40"},"modified":"2019-06-25T02:30:16","modified_gmt":"2019-06-25T00:30:16","slug":"funzioni-del-sonetto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/funzioni-del-sonetto\/","title":{"rendered":"Funzioni del sonetto"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le molteplici funzioni del sonetto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>\n\n\n\n<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Natascia Tonelli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perc\u00f2\nti prego, Dolcetto, tu che sai la pena mia, che me ne faci un sonetto e mandilo\nin Soria &#8211;&nbsp;<strong>Rinaldo d&#8217;Aquino<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo statuto del\nsonetto,<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#1\"><sup>1<\/sup><\/a>&nbsp;fin dal suo presentarsi sulla scena\ndella corte imperiale come il prodotto pi\u00f9 originale e gi\u00e0 perfetto della\npolitica culturale di Federico in materia di poesia, si propone come\nformalmente chiaro e dunque ben delineato metricamente &#8211; ma al tempo stesso\nsuscettibile di una gamma di realizzazioni che sono sia sincronicamente attestate\nsia, in particolare e soprattutto, future, le quali, lungi dall&#8217;intaccarne la\nriconoscibilit\u00e0, ne consentono una potenzialit\u00e0 vitale che a tutt&#8217;oggi pare\nprotrarsi. Contestualmente, la sua utilizzazione spazia dal caso dell&#8217;elemento\nisolato, puramente lirico e spesso drammatico la cui eventuale collocazione in\nserie di solito mistogeneri dar\u00e0 poi luogo ai canzonieri, ad ideale&#8217;battuta&#8217; di\ndialogo nello scambio di testi in tenzoni anche di tipo speculativo, da\ntassello in una collana di testi generalmente tematica, a \u00abstanza epica\u00bb\nfinalizzata alla narrativit\u00e0 poematica.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#2\"><sup>2<\/sup><\/a>&nbsp;Ognuna di queste funzioni native (cio\u00e8\ngi\u00e0 pertinenti alla Scuola siciliana: sonetto isolato o in tenzone) o di\ntradizione immediata (ancora duecentesche: sonetto in collana tematica,\nelemento base di canzoniere o anche, ben pi\u00f9 raramente, di poema) continua a\nmostrare diritto di cittadinanza nel panorama pi\u00f9 recente della poesia\nitaliana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto all&#8217;uso\nisolato e altamente drammatico che del sonetto pu\u00f2 essere registrato nel\nsecondo Novecento baster\u00e0 rinviare al sempre citato&nbsp;<em>Sonetto<\/em>&nbsp;di Franco Fortini:<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#3\"><sup>3<\/sup><\/a>&nbsp;sulle stragi razziali, il testo, che\nesibisce il titolo metrico quasi a dichiarazione enfatica della volont\u00e0 di\nancorarsi alla tradizione poetica quale baluardo verso la dolorosa\nirrazionalit\u00e0 del presente, si pone come lapidario testimone del possibile\nvalore tragico della forma; in linea, direi, con quell&#8217;interpretazione\nideologica che pochi anni dopo, nel&#8217;53, giungeva a conferirle Aragon. E sempre\na iniziare da Fortini \u00e8 possibile esemplificare anche quella che Gorni\nindividua come \u00abprima istanza\u00bb del sonetto poi perduta, a suo avviso, nella\ncoscienza del \u00ablettore e autore moderno (ma gi\u00e0 anche&nbsp;della tradizione\nlirica che fa capo a Petrarca)\u00bb: il suo porsi quale \u00abproposta colloquiale, voce\nsingola che fa appello a un coro di voci, individuo metrico candidato all&#8217;aggregazione\ntestuale con altri suoi simili\u00bb (p.68). Infatti, per ricordare fra le tenzoni\npoetiche il solo antefatto della&nbsp;Vita nuova che esordisce col sonetto di\nproposta di Dante a coloro che hanno intendimento d&#8217;amore (<em>A ciascun&#8217;alma presa e gentil core<\/em>), il\nsonetto di Fortini ad Andrea Zanzotto&nbsp;<em>Per\nl&#8217;ultimo dell&#8217;anno 1975<\/em>&nbsp;\u00abCome nel buio si ritrae lento \/\nAndrea&#8230;\u00bb<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#4\"><sup>4<\/sup><\/a>&nbsp;ha tutte le caratteristiche di una\nproposta di riflessione cui il diretto chiamato in causa risponde perlomeno con\nla&nbsp;<em>Postilla<\/em>dell&#8217;<em>Ipersonetto<\/em>&nbsp;(se non con tutto\nl&#8217;Ipersonetto). Questa, dedicata appunto a Franco Fortini, nel primo verso\nriprende con ogni evidenza sebbene solo per il tema della patria irreale,\nceleste o terrestre che sia, ma con ribaltamento di tono, dalla profezia\nall&#8217;invettiva &#8211; la chiusa di quel primo sonetto (\u00abQuanto sei bella, giglio di\nSaron, \/ Gerusalemme che ci avrai raccolti. \/ Quanto lucente la tua\ninesistenza\u00bb : \u00abSomma di sommi d&#8217;irrealt\u00e0, paese\u00bb); e sar\u00e0 da riconoscere, nel\nrispondere con sonetto (o con quattordici pi\u00f9 due&#8230;) a sonetto, l&#8217;allusione\nalla rigorosa pratica tradizionale che voleva il risponditore usare le stesse\nrime del proponitore, proponitore il quale si dimostra \u00abfedele\u00bb, secondo le\nparole dello stesso Zanzotto, \u00abad una specie di &#8216;corrispondenza&#8217;\u00bb\nconsuetudinaria fra i due. E, d&#8217;altra parte, proprio l&#8217;uscita\ndella&nbsp;Postillasu \u00abTuttolibri\u00bb (12.8.1978) fu accompagnata dalle\ndichiarazioni di Zanzotto relative alla sua esperienza del sonetto &#8211;\nmoltiplicato, inoltre, per il numero dei suoi versi -, rivelatrici d&#8217;uno\nspirito di sottomissione al dispotico imporsi del metro quasi si trattasse di\nadeguarsi ad una condanna immanente ad ogni fare poetico; e dunque, al tempo\nstesso, del valore pi\u00f9 che emblematico di quella forma alla cui forza\nattrattiva e sfida non ci si pu\u00f2 sottrarre:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inutile inoltrarsi nell&#8217;inchiesta sul perch\u00e9\nci si ritrovi a scrivere, a scambiarsi sonetti anche oggi. Evidenti motivi di\nobbrobrio si assommano a minacciose intimazioni di necessit\u00e0 [&#8230;] Resta il\nsentimento di un vero e di un falso minotaurizzati come non mai nel sonetto,\nproprio in questa figura, che sembra avere il diritto di riassumere tutti i\ndeficit della fictio letteraria e poi della societ\u00e0 letteraria, e poi di tutto\nquel che si vuole. Eppure, maledettamente, questa figura presenta anche una sua\nirriducibilit\u00e0 da frammento di una cristallografia o petrografia del profondo\nnon mai esplicata del tutto, da segno e disegno mandalico assolutamente eterodosso,\nma sicuramente autorizzata e autorevole, col suo dinamico telescopage di\nallusioni, a perdita d&#8217;occhio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma una terza voce si\naggiunge a questa coppia, e implicitamente dice, scrivendone, della\npraticabilit\u00e0 della forma sonetto; voce che per\u00f2 lo fa in modo esplicito e nel\ncorpo stesso del testo. Su \u00abSigma\u00bb del 1983 Gian Luigi Beccaria proponeva alla\ndiscussione di critici e poeti il concetto di \u00abgrande stile\u00bb: se applicabile o\nrinvenibile nella poesia del Novecento. Ai molteplici interventi in prosa si\naggiungono due soli interventi in versi:&nbsp;<em>Alto, altro linguaggio, fuori idioma?<\/em>&nbsp;di Zanzotto,\nche con varianti per sottrazione diventer\u00e0 poi, se non in senso proprio\nl&#8217;eponimo, certo il testo raziocinante e definitorio della\nraccolta&nbsp;Idioma(1986);<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#5\"><sup>5<\/sup><\/a>&nbsp;e son&nbsp;<em>sepulchre<\/em>&nbsp;di Edoardo Sanguineti, sonetto, appunto,\nche ne aggregher\u00e0 poi altri, anche, in particolare, sul tema della poesia,\nin&nbsp;<em>Senzatitolo<\/em>.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#6\"><sup>6<\/sup><\/a>&nbsp;La dichiarata rinuncia al \u00abgrande\nstile\u00bb oggetto dell&#8217;indagine (\u00ababrenunzi\u00f2 al&#8217;grande stile&#8217;\u00bb, v.5) pur di\n\u00aballontanare da s\u00e9&#8230;il brodo del poetese\u00bb (8-9), avrebbe portato il soggetto\ndell&#8217;epigrafe funeraria che il sonetto rappresenta (il poeta stesso o il Poeta\nin generale o forse un poeta specifico, altro, alluso?) all&#8217;espropriazione di\ns\u00e9, alla dispersione dissipazione, lasciando come sorta di elemento residuale\nfra ci\u00f2 che \u00e8 sopito (e, pare, negativo) e il tecnicismo o scolasticismo (che\nsembra comunque sopravvivere e che si pu\u00f2 trasmettere, tramandare) proprio i\nsonetti, anzi, gli ipersonetti. L&#8217;ultimo emistichio lapidario (\u00abi prassi-, \/ i\nsocio-historiopathici ainigmatici \/ dormono in lui: (e il resto \u00e8\nipersonetti):\u00bb, vv. 12-14) credo non vada disgiunto dalla corrispondenza\npoetica di pochi anni avanti (bench\u00e9 per slittamenti progressivi, da Fortini\nattraverso Zanzotto, dal contenuto al mezzo che era stato usato per esprimerlo)\na cui si guarda forse con spirito polemico, ma con disponibilit\u00e0 nei fatti\n(attraverso un sonetto) alla riflessione sulla forma e sul suo rapporto\ncol&#8217;grande stile&#8217;. E&#8217; dimostrazione dunque, per il sonetto, dello specifico\ninteresse di Sanguineti anche a livello di poetica;<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#7\"><sup>7<\/sup><\/a>&nbsp;ma, contestualmente, della chiara\nintenzione di chiamare in causa, a proposito di quella riflessione teorica,\nproprio l&#8217;<em>Ipersonetto<\/em>zanzottiano\n(e, in controluce, io credo anche quello di Pasolini, il&nbsp;<em>Sonetto<\/em>primaverile pubblicato nel &#8217;60<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#8\"><sup>8<\/sup><\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l&#8217;<em>Ipersonetto<\/em>&nbsp;evocato in sede di\ncorrispondenza siamo all&#8217;esemplificazione recente forse pi\u00f9 nota della collana\ndi sonetti sul modello, per addurre un immediato referente antico forse tenuto\npresente da Zanzotto, della serie dei mesi di Folgore da San Gimignano. Ma\nanche il piccolo nucleo tematico omometrico \u00e8 gi\u00e0 rappresentato prendendo le\nmosse appunto da son&nbsp;<em>sepulchre<\/em>:\nin Senzatitolo del&#8217;92 si aggregano a quel testo altri due sonetti,&nbsp;<em>Catasonetto<\/em>&nbsp;(sempre datato giugno\n1983) e&nbsp;<em>Che cosa \u00e8 la poesia<\/em>&nbsp;(novembre\n1986), che vanno a costituire un nucleo di autoreferenzialit\u00e0 teorico-poetica;\nma ancora la sezione&nbsp;Ecfrasi della raccolta di Sanguineti ospita due\ncollane di sonetti, a tema pittorico e dedicate (per&nbsp;<em>Guido Biasi, per Emilio Scanavino<\/em>), i\ncui elementi sono numerati (<em>Petit tombeau<\/em>&nbsp;1,\n2, 3;&nbsp;<em>Animali elementari&nbsp;<\/em>1,2,3,4)\nnonch\u00e9 un sonetto singolo titolato&nbsp;<em>Per\nC.C.<\/em>&nbsp;Da proposta poetica a risposta &#8216;per le rime&#8217; col\ncorollario della collana, la forma sonetto provoca l&#8217;aggregazione di un testo\nulteriore che ancora&#8217;risponde&#8217; a distanza di anni e che, grazie ad\nun&#8217;estrinseca provocazione linguistico-stilistica, di nuovo conduce, oltre che\na quel precedente complesso testo sonettistico indotto dal primo pezzo della\nserie, anche alla costituzione di un nuovo nucleo tematico: a dimostrazione di\nuna sua attualit\u00e0 nell&#8217;uso affatto &#8216;serio&#8217; che i poeti possono farne nelle loro\ndiscussioni per versi. D&#8217;altra parte, si apre con versi che provengono da un\nsonetto di Fortini la prima sezione di&nbsp;<em>Congedo\ndella vecchia Olivetti<\/em>&nbsp;di Gianni D&#8217;Elia,&nbsp;<em>Lettera 32<\/em>: \u00abIo dico, improvvisando,\nche ancor prima \/ tu mi venissi a rammentare, Gianni\u00bb, sonetto col quale\nFortini rispose privatamente (8 novembre 1993) \u00aballa poesia a lui\ndedicata\u00bb,&nbsp;<em>Lettera 32<\/em>,\nappunto.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#9\"><sup>9<\/sup><\/a>&nbsp;I due testimoni di uno scambio\nsonettistico fra Gabriele Frasca e Marcello Frixione sono depositati nelle\nrispettive raccolterame (ma solo nella seconda edizione sensibilmente\nmodificata<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#10\"><sup>10<\/sup><\/a>) e&nbsp;<em>Diottrie<\/em>:<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#11\"><sup>11<\/sup><\/a>&nbsp;la nota autoesegetica di Frasca a \u00abci\u00f2\nche mi spense fu sparirmi intorno \/ come un&#8217;onda dispersa che si espanda\u00bb\ndedicato in esergo \u00ab<em>a Marcello Frixione,\ndal sepolcro di Guido Nerli<\/em>\u00bb (ma anche nel corpo del testo: \u00abora\nmarcello gli sto dentro ai nervi\u00bb, v. 9) dichiara appunto la natura di\n\u00abrisposta\u00bb del testo \u00abad un invio di Marcello Frixione (contenuto in Diottrie)\u00bb\n: \u00ab<em>a guido nerli, sul sepolcro suo<\/em>\u00bb,\n\u00abdove t&#8217;inarchi (nerli) d&#8217;alabastro\u00bb. Ma il Frixione funge anche da\nrisponditore, sempre con sonetto a sonetto, nella sua scelta antologica\ncomparsa in \u00abNovilunio\u00bb anno 2\u00b0, 1992, che comprende&nbsp;<em>il&nbsp;Sonetto metodologico a M. Berisso<\/em>:\n\u00aba te che poni quesiti d&#8217;amore \/ io qui non sapr\u00f2 dare, in due quartine \/ e in\nuna sirma, a rime in -ore, in -ine, \/ che qualche c\u00e0veat preliminare\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#12\"><sup>12<\/sup><\/a>&nbsp;La risposta \u00e8 una delle varie, in\nsonetti (ma la sola a stampa), ricevute da Marco Berisso che proponeva con un\nsonetto &#8216;circolare&#8217; di riaffrontare le tradizionali&nbsp;<em>quaestiones<\/em>&nbsp;sulla natura\nd&#8217;amore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la forma del\ncontrasto amoroso, col fittizio invio di sonetti fra gli amanti, \u00e8 riprodotta in\nuna versione delicatamente attenuata perch\u00e9 dovuta ad uno scambio di battute\nfra madre e figlia: il primo sonetto attribuibile alla voce della figlia\n\u00abEccoci al bivio in cui le nostre vite \/ devono separarsi, madre\u00bb, il secondo,\nla risposta, alla madre: \u00abFiglia, hai centrato il colpo. Non so dirti\u00bb. Si\ntratta dei soli due&nbsp;<em>Sonetti del\ndistacco<\/em>&nbsp;di Maria Vettori pubblicati in \u00abSemicerchio\u00bb XIX,2\n(1998). La tipologia amorosa, a fortiori, sia singola sia in serie, originaria\ne caratteristica della forma, continua ad essere ben rappresentata: al punto\nche il tema dell&#8217;amore pu\u00f2 giungere a venir convogliato in raccolte\nmetricamente composite proprio ed esclusivamente dal sonetto. Penso, ad\nesempio, al caso di&nbsp;<em>Lime<\/em>&nbsp;di\nGabriele Frasca,<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#13\"><sup>13<\/sup><\/a>&nbsp;in cui la sezione&nbsp;<em>rimasti<\/em>&nbsp;\u00e8 composta da 16 sonetti,\ni primi sei dei quali, evidentemente nucleo originario e pi\u00f9 compatto, erano\nstati scritti fra il&#8217;79 e l&#8217;81 (cfr. la&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;finale),\nmentre i successivi appartengono invece, senza ulteriore specificazione, al\ndecennio precedente l&#8217;uscita del libro. I sonetti pi\u00f9 antichi si propongono\ncome inserto a tematica amorosa nettamente identificabile:<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#14\"><sup>14<\/sup><\/a>&nbsp;cosa non altrettanto evidente, e forse\nnon scontata, nei sonetti d&#8217;epoca successiva, i quali comunque, per\ncontaminazione simpatetica, sono a quelli subito associabili per contenuto\ngrazie, in primo luogo, alla forma che li raccoglie in una sola sezione, e\nanche per semplice scarto tematico dal resto d&#8217;un libro in cui d&#8217;amore\naltrimenti non si tratta.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#15\"><sup>15<\/sup><\/a>&nbsp;Qui, invece, i collegamenti lessicali\nda testo a testo, fortissimi nella prima porzione, continuano a funzionare\nanche nella seconda con rilancio di parole chiave che tramano per costituire un\nvero e proprio piccolo canzoniere amoroso. I segnali di continuit\u00e0 fra i due\nsettori cronologicamente distinti si mostrano non appena venga superato il\ndisorientamento indotto dalla diversa realizzazione sintattica dei secondi\nsonetti, la quale \u00e8 per lo pi\u00f9 (in sette su dieci) pesantemente condizionata\ndalla presenza ossessiva della punteggiatura a spezzare il discorso e la frase\nin sintagmi isolati secondo la&#8217;nuova maniera&#8217; di Frasca: \u00abmentre che il tempo.\nmentre che ci porta \/ l&#8217;uno nell&#8217;uno. e l&#8217;altro all&#8217;altro ancora. \/ sul bivio\nche ci spaia e ci addolora \/ resto. graffiato il cuore. a mente morta. \/ morta.\nmorisse. o rimanesse assorta&#8230;.\u00bb. La stessa prerogativa amorosa del sonetto si\nmanifesta in&nbsp;<em>Ponte Milvio<\/em>&nbsp;(1988)<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#16\"><sup>16<\/sup><\/a>di Marco Lodoli: il libro ha una sezione\namorosa rappresentata da 12 sonetti (pi\u00f9 una stanza di 17 versi) e\ntitolata&nbsp;<em>I sonetti del male in cuore<\/em>.\nMa primaria questa loro funzione la era gi\u00e0 nei&nbsp;<em>Medicamenta<\/em>&nbsp;(1982) e poi nei&nbsp;<em>Medicamenta e altri medicamenta<\/em>&nbsp;(1989)<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#17\"><sup>17<\/sup><\/a>&nbsp;di Patrizia Valduga, dove, in un libro\ntutto d&#8217;amore, i sonetti costituiscono la forma privilegiata. Addirittura tutto\nomometrico&nbsp;<em>L&#8217;amore in forma chiusa<\/em>&nbsp;(1997)<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#18\"><sup>18<\/sup><\/a>&nbsp;di Roberto Piumini, il cui sottotitolo\nrivendica con buon diritto l&#8217;ambito elettivo di appartenenza, quello del&nbsp;<em>Canzoniere<\/em>. Cento sonetti che\nraccontano l&#8217;amore e il farsi della poesia che nasce col primo incontro (\u00abPrima\nche tu mi fossi conosciuta \/ c&#8217;erano fioche ere: dal profondo \/ di un&#8217;infinita\nassenza sei venuta [&#8230;] Ti ho trovata degna di ogni canto\u00bb) e finisce, nella\nspecificit\u00e0 sonettistica, col finire dell&#8217;amore: \u00abNovantanove, i sonetti\nd&#8217;amore, \/ e questo solo per dirlo finito\u00bb. La voce al poeta \u00e8 sgorgata e si\nconfonde, come da tradizione, con la vicenda amorosa bench\u00e9 non vi sia\nun&#8217;evoluzione&#8217;storica&#8217;, una narrazione degli eventi ad illustrare una parabola\nsentimentale; per contro una descrittiva lirica priva di evoluzione: se non sul\npiano, appunto, del farsi e crescere dell&#8217;autocoscienza poetica. I due piani\namore e poesia &#8211; sono intersecati al punto che la riflessione sul sonetto e\nsulla liceit\u00e0 del dire amoroso in sonetti spesso prevale sulla necessit\u00e0 del\ndire, quasi che il tema erotico costituisca in realt\u00e0 un pretesto per fare\nsonetti. Tuttavia viene assicurata in rebus, perlomeno nelle dichiarate\nintenzioni dell&#8217;autore se non sempre nella realizzazione, l&#8217;autenticit\u00e0 e\nl&#8217;attualit\u00e0 del sonetto quale veicolo ideale di espressione della poesia\namorosa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perch\u00e9 in sonetti? Non \u00e8 cosa trita<\/em><em><br>\ncantarti in questo stile medioevale<br>\npiuttosto che nella forma scaltrita<br>\ndi una scrittura nuova e disuguale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E non sar\u00e0 che il linguaggio antico<\/em><em><br>\nmi porti a far figure un po&#8217; datate<br>\ne le espressioni che scrivendo dico<br>\nsembrino o peggio siano inadeguate?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non credo, se leggendo ogni sonetto<\/em><em><br>\nti sembrer\u00e0 che quello che ho detto<br>\nsiano la mia voce e il vero accento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non credo, se ascoltando ogni verso<\/em><em><br>\nnon avrai dubbi che con te converso<br>\ne non con qualche dama del Trecento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forma poematica,\nnarrativa in senso tradizionale, nell&#8217;ultimo ventennio del secolo ritrova anche\nin Italia momenti di espressione vincenti (<em>La\ncamera da letto, L&#8217;angel<\/em>) rispetto alla possibilit\u00e0 del collegamento\ndi frammenti con eventuale funzione narrativa; ma il sonetto, che si \u00e8 prestato\nraramente a tale scopo (<em>Fiore<\/em>;\ne, nei primi due decenni del secolo, come gi\u00e0 segnala Marazzini, con Francesco\nChiesa e con Francesco Pastonchi), ha potuto di recente assolvervi, anche nella\nforma di breve resoconto poetico.&nbsp;<em>I\nSonetti di infermit\u00e0 e convalescenza<\/em>, prima sezione di&nbsp;<em>Ogni terzo pensiero di Giovanni Raboni<\/em>(1993),<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#19\"><sup>19<\/sup><\/a>&nbsp;non sono semplicemente una collana di\nsonetti minori a tema come per understatement il titolo tenderebbe ad indicare,\nancorch\u00e9 gi\u00e0 individuando un&#8217;evoluzione cronologica, bens\u00ec, appunto, la storia\ndi una degenza ospedaliera dal momento prechirurgico e anestetico al ritorno\nalla lucidit\u00e0 e alle cure nella completa dipendenza da cannule e infermiere,\nfino al recupero dell&#8217;autonomia nutritiva che conclude la serie: \u00abNiente\ncomporta le delizie \/ del pasto di un riabilitato [&#8230;] ai cautelosi sfizi \/\nrestituito (e bei palmizi \/ fuori) del prosciutto tritato \/\/ fine, del soffice\npur\u00e9, \/ della pasta soavemente \/ scotta\u00bb. Tanto pi\u00f9 che questi nove sonetti, la\ncui misura versale oscilla fra il senario e il novenario con netto prevalere\ndell&#8217;ottonario, trovano conclusione (e in certo senso riconoscimento\ndell&#8217;identit\u00e0 narrativa) al loro esterno, in particolare nel primo degli&nbsp;<em>Altri sonetti<\/em>, terza e ultima sezione\ndel libro: \u00abSogno infaticabilmente da un po&#8217; \/ di tempo: come in ospedale\u00bb.\nTramite il rinvio dal primo di questi&nbsp;<em>Altri<\/em>viene\ngarantito il depositarsi, in quella serie di primi sonetti, del racconto,\nappunto, dell&#8217;esperienza di malattia gi\u00e0 narrata e che dunque il lettore ha gi\u00e0\nacquisito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 esplicitamente poematico l&#8217;uso che\nRiccardo Stracuzzi fa del sonetto quale stanza: stanza che per\u00f2 non \u00e8\ntradizionalmente aggettivabile come&#8217;epica&#8217; o &#8216;narrativa&#8217; visto che il contenuto\n\u00e8, viceversa, amoroso e la lingua e l&#8217;atmosfera sono statiche e parnassiane. Ma\ndecisissima invece \u00e8 l&#8217;utilizzazione continuata del metro, al punto che fra\nsonetto e sonetto dei&nbsp;cinque sonetti senesi(\u00abSemicerchio\u00bb cit.) esiste\nsempre un pi\u00f9 o meno marcatoenjambement (cito il verso primo e ultimo di ogni\nsonetto): I, \u00abTra i prati della tuberosa ruggini&#8230; preziosa di carezze ai\nsimulacri\u00bb; II, \u00abmadreperlacei. T&#8217;avevo nei sacri&#8230;. Fitto di sillabe\nschierate a ellissi\u00bb; III, \u00abd&#8217;oro, tra i frutti aspri dell&#8217;amareno&#8230; vergine\nsulla soglia, alla deriva:\u00bb; IV, \u00ab: (sentimi, e sp\u00e8cchiati dove diroccia&#8230;\npugno di rena da donarti, e il laccio\u00bb; V, \u00abd&#8217;una radice a forma di catene&#8230; e\ndov\u00e9 farsi il vento, tra i carruggi:\u00bb. Inoltre, da testo a testo si intrecciano\nle rime che ribadiscono anche fonicamente, lessicalmente e metricamente, e con\nvincolo inalterato a determinare un preziosissimo artificio (ma di questo pi\u00f9\noltre), il trascorrere non solo narrativo e sintattico del discorso.\nAddirittura esterne al testo metrico e in corsivo fra un sonetto e l&#8217;altro (qui\nfra il quarto e il quinto e avanti il primo) esistono didascalie esplicative ma\nnon per questo meno&#8217;poetiche&#8217; &#8211; che accentuano e guidano al senso narrativo\ndella sequenza con indicazioni per la sua collocazione spaziotemporale (ad es.\na questo scopo servono i versi di Montale posti a didascalia iniziale: \u00abnella\npurpurea buca \/ dove un tumulto d&#8217;anime saluta \/ le insegne di Liocorno e di\nTartuca\u00bb). Questi cinque sonetti incatenati costituiscono il nucleo centrale di\nuna serie compatta, per il resto non a stampa, di 14 testi (altro fatale\nipersonetto&#8230;) dal titolo complessivo&nbsp;le quattordici lune.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma di collane, e\nanche con intento poematico, se ne contano ben altre. Voglio ricordarne una\nmolto recente,&nbsp;la Corona per un Capodannocontenuta nel&nbsp;Meridiano di\nGreenwich di Fernando Bandini,<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#20\"><sup>20<\/sup><\/a>&nbsp;formata da sette sonetti di assoluta\nregolarit\u00e0; un&#8217;altra, sempre di sette sonetti, di tragica compostezza e\nregolarit\u00e0:&nbsp;Al tuo sparire di Enzo Mazza (1: \u00abNon si apre luce nei\npensieri o nome \/ contigui al sogno che tu sia risorto&#8230;\u00bb;<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#21\"><sup>21<\/sup><\/a>) e&nbsp;la Traversata d&#8217;un giorno di Mauro\nMori<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#22\"><sup>22<\/sup><\/a>&nbsp;di diversa ambizione: i sonetti, sola forma\npresente nel libro, nel numero di 48 si suddividono in quattro sezioni che\nraccontano la traversata della citt\u00e0 di Firenze e l&#8217;incontro con personaggi e\nluoghi della quotidianit\u00e0. Il sonetto, nella sua forma inglese, si fa veramente\nstanza narrativa, metro popolare con rima baciata al fondo, adatto a recepire\ninflessioni dialettali e un parlato basso; la continuit\u00e0 \u00e8 proprio tale da un\ntesto all&#8217;altro, continuit\u00e0 nello spazio e nei personaggi che lo abitano:\n\u00abNella piazza dei Ciompi sono solo \/ Berto mi d\u00e0 il panino a prezzo fisso&#8230;\u00bb\n4, 9-10 : \u00abNella piazza la loggia c&#8217;\u00e8 del pesce \/ salvata da\nun&nbsp;pogromtempo fa \/ ricovera quel tipo che tossisce&#8230;\u00bb 5, 1-3. E ancora,\nin un libro quasi esclusivamente in sonetti,&nbsp;Ombra futura di Lucia Sollazzo,<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#23\"><sup>23<\/sup><\/a>&nbsp;fra le altre serie tematiche di\nsonetti, una collana pi\u00f9 legata al contingente ed esplicitamente\ncollocata,Millenovecentonovantaquattro, nucleo forte della sezione\ndei&nbsp;Sonetti italiani, tutti destinati a raccogliere una testimonianza di\ncoerente impegno etico e politico della parola poetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuit\u00e0, non solo\nspaziale ma spiccatamente narrativo-cronologica, nel poemetto storico di Nicola\nDe Donno, Li Turchi a&nbsp;Utr\u00e0ntu (in&nbsp;La guerra de Utr\u00e0ntu<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#24\"><sup>24<\/sup><\/a>) formato da due sezioni,&nbsp;Li m\u00e0rtiri de\nUtr\u00e0ntu eUtr\u00e0ntu de li m\u00e0rtiri rispettivamente di 13 e 8 sonetti, nelle quali\nsi narra l&#8217;eccidio dell&#8217;irriducibile popolazione otrantina compiuto dai Turchi\ndopo la presa della citt\u00e0 nel 1480: il racconto si dipana dall&#8217;uno all&#8217;altro\nsonetto, ognuno dei quali funziona proprio come stanza narrativa con riprese di\ntipo epanalettico (\u00abv\u00e0sane l&#8217;osse, le fannu a ccullana\u00bb 2, I, 14 : \u00abNa cullana\nde M\u00e0rtiri pe Utr\u00e0ntu\u00bb 2, II, 1; \u00ablu r\u00ef\u00bf\u00bdcciulu de Idrusa se nturcina \/ bbiondo\na lli fili scuri de la storia\u00bb 2, IV, 13-14 : \u00abLa storia vale nu ppe ccomu \u00e8\nstata\u00bb 2, V,1) o anche con rinvii e richiami funzionali proprio al procedere\ndella narrazione (\u00abCce sse ne preme a Utr\u00e0ntu de Ferrante \/ cu tutta la\nstrappina d&#8217;Aracona \/ la ggenticedda&#8230;? [&#8230;] lu castellu \/ de la corte s\u00ec e\nnno sap\u00ef\u00bf\u00bdne cce era\u00bb 1,I,1-3 e 14 : \u00abMa sap\u00ef\u00bf\u00bdne lu nervu de lu pane\u00bb 1, II, 1\n: \u00abE&#8217; ssoa, sta&nbsp;Utr\u00e0ntu, de sta ggenticedda&#8230;\u00bb 1, III,1).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dialetto, dunque,\nnon resta certo assente dalla produzione sonettistica contemporanea: di De\nDonno anche il pi\u00f9 recente&nbsp;Lu senzu de la vita<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#25\"><sup>25<\/sup><\/a>&nbsp;in dialetto magliese (Salento), \u00e8\nprevalentemente in sonetti di assoluta regolarit\u00e0 rimica ed endecasillabica;\nin&nbsp;I rascen\u00ecje<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#26\"><sup>26<\/sup><\/a>&nbsp;del molisano Giose Rimanelli si trova\nun sonetto scritto a Jacksonville, Florida nel dialetto di Casacalenda,&nbsp;U\nrr\u00e9 d&#8217;u p\u00e8gliare. Peraltro andranno almeno ricordati i precedenti del Pasolini\ndella&nbsp;Meglio giovent\u00f9<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#27\"><sup>27<\/sup><\/a>&nbsp;e i sonetti di Noventa. Non solo il\ndialetto, ma anche lingue \u00abmetasemantiche\u00bb, come quella inventata da Fosco\nMaraini, rendono il loro omaggio alla forma: in&nbsp;Gn\u00f2si delle F\u00e0nfole<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#28\"><sup>28<\/sup><\/a>, insieme a componimenti in quartine sono\npresenti anche sonetti canonici dove lo spirito del Burchiello meglio alligna\nbench\u00e9 non esplicitamente evocato. Come nel testo incipitario che contiene la\nfamosa descrizione del&nbsp;Lonfo (\u00abIl lonfo non vaterca n\u00e9 gluisce \/ e molto\nraramente barigatta\u00bb) o come nell&#8217;elegiaco&nbsp;Fiore secco in libro vecchio.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#29\"><sup>29<\/sup><\/a>Utilizzazione non riservata tradizionalmente\na una forma metrica esclusiva \u00e8 quella nel prosimetro: Tommaso Landolfi\nnel&nbsp;Breve Canzoniere<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#30\"><sup>30<\/sup><\/a>&nbsp;usa invece il solo sonetto per dar\nvita ad un canzoniere-romanzo breve d&#8217;amore dove una collana di 14 sonetti\nviene offerta all&#8217;amata ispiratrice, ma nello stesso tempo sottoposta al suo\ngiudizio; tutt&#8217;altra atmosfera per il sonetto dove si mescolano Baudelaire e\nNerval e che trova posto, insieme ad altri versi, nel romanzo&nbsp;Crema Acida\ndi Tommaso Ottonieri.<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#31\"><sup>31<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella stessa\narea&#8217;pulp&#8217; che ha voluto ora riproporre il prosimetro, si pu\u00f2 collocare ancora\nuna forma narrativa mista in sonetti e ottave adottata da Antonello Satta\nCentanin che, in una collana di sarcastica commemorazione di personaggi e feste\nreligiosi<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#32\"><sup>32<\/sup><\/a>&nbsp;composta da sonetti (Sacrestano,Tutti\ni Santi, Comm. dei Defunti), con il sonetto&nbsp;Pasqua, dove si racconta il\npassaggio dalla vita alla morte della voce narrante e la sua entrata nel ventre\ndi un demone, d\u00e0 il via ad una serie di ottavine in settenari molto ritmati\n(con rime sdrucciole e tronche in sedi fisse) che contengono il divertente\nritratto dei personaggi incontrati \u00abin mezzo ai succhi gastrici\u00bb con la\nfulminante descrizione della loro morte e concluse nel&nbsp;memento mori\ndedicato al lettore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra funzione\nespletata dal sonetto \u00e8 quella di apertura, prolusiva di raccolte composite di\nrime: \u00e8 un sonetto il testo esordiale della&nbsp;Vita nuova e, probabilmente\nfacendo seguito all&#8217;indicazione dantesca, sar\u00e0 un sonetto ad aprire\ni&nbsp;Rerum vulgarium fragmenta. Anche di questo valore liminare della forma\nsi trovano casi contemporanei.&nbsp;Le preghiere di Ariele di Roberta De\nMonticelli,<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#33\"><sup>33<\/sup><\/a>&nbsp;ad esempio, aprono e chiudono la prima\neponima e fondante sezione (la seconda e dipendente da questa \u00e8, infatti,&nbsp;Altre\npreghiere) con la forma sonetto altrimenti non ricorrente nel libro:&nbsp;un\nPrologo, Ho sognato di Prospero e d&#8217;Ariele e un&nbsp;Epilogo, Non ha radice\nnell&#8217;aria la luce. Anche l&#8217;unica approssimazione al sonetto operata da Nelo\nRisi, ma perch\u00e9 dichiarata dal titolo metrico&nbsp;Quasi un sonetto, appunto,\nrappresenta il testo esordiale di&nbsp;Dentro la sostanza<a href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/le-funzioni-del-sonetto.html#34\"><sup>34<\/sup><\/a>&nbsp;(\u00abMa ci pensi, Cara \/ quant&#8217;energia si\nsgrana&#8230;\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da NATASCIA TONELLI,<br>\n<em>Aspetti del sonetto contemporaneo<\/em>,\nPisa, Edizioni ETS, 2000<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>1&nbsp;<\/sup>Premetto che, visto\nil valore anche iconico che riconosco alla forma-sonetto, sar\u00ef\u00bf\u00bd rispettosa\ndella disposizione dei versi e dei testi citati, i quali saranno riprodotti\nsecondo le caratteristiche della&nbsp;mise en pageoriginale in particolare per\nquanto riguarda gli stacchi tipografici e i rientri dei versi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>2<\/sup>&nbsp;Cfr.\nGorni,&nbsp;Il sonetto cit., per una analisi completa delle \u00abvalenze\u00bb della\nforma sonetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>3<\/sup>&nbsp;Foglio di via\n(1946), in&nbsp;Una volta per sempre, Torino, Einaudi 1978, dove porta ad\nepigrafe una frase tratta \u00abDal diario di una dodicenne polacca, 1944\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>4<\/sup>&nbsp;In Paesaggio\ncon serpente, Torino, Einaudi 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>5<\/sup>&nbsp;Segnalo la\nsoppressione dei versi 11-13 nei quali era depositato un diretto intervento\ndell&#8217;io non in quanto poetante ma personaggio &#8216;lirico&#8217; ritratto\nnell&#8217;espressione &#8216;realistica&#8217; (con tanto di similitudine) della propria\nangoscia, nonch\u00e9 il verso conclusione costituito, in alfabeto greco, da quello\nche sar\u00e0 poi il titolo, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>6<\/sup>&nbsp;Milano,\nFeltrinelli 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>7<\/sup>&nbsp;Che il giovane\nSanguineti collaborasse all&#8217;elaborazione dell&#8217;impegnativa antologia&nbsp;Il\nsonetto. Cinquecento sonetti dal Duecento al Novecento (a cura di G. Getto e E.\nS., Milano, Mursia) uscita nel 1957, mentre nel 1956 pubblicava&nbsp;Laborintus\ne nasceva il \u00abverri\u00bb attorno al quale cominciava la fase di gestazione del\nGruppo 63, \u00e9 episodio biografico-storico da ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>8<\/sup>&nbsp;Milano,\nAll&#8217;insegna del pesce d&#8217;oro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>9<\/sup>&nbsp;Cfr. G.\nD&#8217;Elia,&nbsp;Congedo della vecchia Olivetti, Torino, Einaudi 1996,&nbsp;Note,\np. 103.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>10<\/sup>&nbsp;Lavagna, Zona\n1999; nella prima (Milano, Corpo 10 1984) non compariva questa prima sezione di\nsonetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>11<\/sup>&nbsp;Lecce, Manni\n1991.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>12<\/sup>&nbsp;\u00abora il\nproblema \u00e8 se (escluso il cuore) \/ sia nella neocorteccia, o in qualche enzima\n\/ (e in che sinapsi, in quali adrenaline) \/ che pone sede e trae natura amore.\n\/\/ forse in entrambi, e forse un tutto sono, \/ o forse amore \u00e8 stato funzionale\n\/ che in un processo astratto ha compimento; \/ &#8211; o \u00e8 disposizione al\ncomportamento, \/ o flatus vocis, flogisto mentale: \/ fra queste alternative\nincerto sono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>13<\/sup>&nbsp;Torino,\nEinaudi 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>14<\/sup>&nbsp;E con esiti\nparticolarmente efficaci:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">quando un insulto sosta impresso al novero<br>\ndelle memorie o quando invece astuta<br>\nl&#8217;immagine futura d&#8217;ogni muta<br>\nstagione rianima lo stesso dove<br>\nquasi dimenticando quanto muove<br>\nrapido il tempo a chiederti la muda<br>\no se riprendi gi\u00e0 la tua caduta<br>\nnel mio cadere t&#8217;hai rivolta altrove<br>\naltrove altrui fai donna altrove \u00e8 furia<br>\ne vischio altrove oriente attende in ore<br>\nvizze amarilli o clizia o santa spuria<br>\nma qui nel cranio dove hai sparso spore<br>\nqui tutto \u00e8 polvere poi che d&#8217;incuria<br>\ntu seminasti il vento nel mio cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>15<\/sup>&nbsp;Con\nl&#8217;eccezione, ostentata, che di fatto conferma la regola dei&nbsp;versi d&#8217;amore:\ntitolatura per antifrasi rispetto al contenuto del testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>16<\/sup>&nbsp;Roma, Rotundo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>17<\/sup>&nbsp;Torino,\nEinaudi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>18<\/sup>&nbsp;Genova, Il\nmelangolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>19<\/sup>&nbsp;Milano,\nMondadori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>20<\/sup>&nbsp;Milano,\nGarzanti 1998.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>21<\/sup>&nbsp;In&nbsp;Uno di\nquesti giorni. Poesie scelte (1954-1994), Perugia, Biblioteca Cominiana 1996,\ndove sono presenti numerosi altri sonetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>22<\/sup>&nbsp;Udine,\nCampanotto 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>23<\/sup>&nbsp;Milano,\nArchinto 1997.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>24<\/sup>&nbsp;Milano,\nAll&#8217;insegna del pesce d&#8217;oro 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>25<\/sup>&nbsp;Milano,\nAll&#8217;insegna del pesce d&#8217;oro 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>26<\/sup>&nbsp;Faenza,\nMobydick 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>27<\/sup>&nbsp;Cfr. Furio\nBrugnolo,&nbsp;La metrica delle poesie friulane di Pasolini, inPier Paolo\nPasolini. L&#8217;opera e il suo tempo, Padova, Cleup 1983,&nbsp;pp. 21-65.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>28<\/sup>&nbsp;Milano,\nBaldini e Castoldi 1994 che riedita, ampliandole, le&nbsp;F\u00e0nfoledel 1966.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>29<\/sup>&nbsp;Ricordi quando\nusavano le boppie<br>\ncalate sui pit\u00e0nferi supigni,<br>\ne l\u00e9goli girucchi a panfe doppie<br>\nornavano gli splagi e i pitirigni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oh zie, oh dolci zie in bardocheta<br>\nvoltatevi col glostro ricamato,<br>\nscendete per le scale a beta beta<br>\ndai m\u00e0beri del tempo agglutinato!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 laggi\u00f9 se ancora la sbidiera<br>\ngramugna lentamente a cantalaghi<br>\nnell&#8217;ufe coccia coccia della sera?<br>\nOr pi\u00f9 non usa uscire sugli sbaghi<br>\nguardando avanti a s\u00e9 con aria altera,<br>\ntra i l\u00f9cheri, gli arcostoli, gli snaghi.<br>\n<br>\nSulla lingua delle&nbsp;<em>F\u00e0nfole&nbsp;<\/em>vedi\nl&#8217;Introduzione dell&#8217;autore,&nbsp;ed.&nbsp;cit.,&nbsp;pp. 15-20.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>30<\/sup>&nbsp;Firenze,\nVallecchi 1971.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><sup>31<\/sup>&nbsp;Anche se la\nstruttura del sonetto viene trasformata in una sequenza di tre quartine. Il\nromanzo \u00e8 edito a Lecce, Piero Manni 1997.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le molteplici funzioni del sonetto di Natascia Tonelli Perc\u00f2 ti prego, Dolcetto, tu che sai la pena mia, che me ne faci un sonetto e mandilo in Soria &#8211;&nbsp;Rinaldo d&#8217;Aquino Lo statuto del sonetto,1&nbsp;fin dal suo presentarsi sulla scena della corte imperiale come il prodotto pi\u00f9 originale e gi\u00e0 perfetto della politica culturale di Federico&#8230; <a class=\"view-article\" href=\"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/funzioni-del-sonetto\/\">Mostra articolo<\/a>","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-40","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/40","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/40\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41,"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/40\/revisions\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.premiorenatofucini.it\/update_2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}