Arilli di Leandro Lucchetti Genesi editrice

Spaccare una melagrana per scoprire i chicchi incastonati nella polpa legnosa come preziose pietruzze ha qualcosa di intimo e di erotico. Arilli, un suono che pare provenire dalle Bucoliche virgiliane, si chiamano questi chicchi che poi sono semi. Con le dita estrai gli arilli lucidi, rosacei e un poco umidi. Li metti in bocca e succhiandoli scopri ogni volta un gusto diverso, dolce a volte, amarognolo altre, acidulo spesso, dissetante sempre ma anche, all’opposto, allappante. Ogni seme è diverso e regala al gusto differenti sensazioni pur provenendo da una stessa matrice, da uno stesso frutto che è come uno scrigno naturale ogni volta imperfetto nella forma e misteriosamente gustoso nella sostanza. Anche questi miei racconti che come gli arilli della melagrana se ne stanno nascosti in attesa di essere scoperti, raccolti e gustati, ciascuno in un tempo breve di relax che chiunque può ritagliarsi per assaporare qualcosa che lo distrae, ti lasciano, credo e spero, un buon sapore in bocca ma soprattutto nella mente, un buon ricordo che, però, puoi anche serenamente dimenticare.