Alba lenta e gentile

Sfiorò le tende del mio balcone
un’alba lenta e gentile che sciolse,
con le sue calde dita rosate,
neri grumi di pensieri notturni
e cantò per me con voce di uccello
canzoni soavi e rassicuranti,
gioiosi inni al giorno, alla vita, al bello,
sussurri dolci, leggeri e invitanti.
Furtiva si sdraiò sul mio letto,
tiepida, come un domestico gatto
con le sue fusa lenì il risveglio.
Così trovai il sorriso da indossare,
abbagliante armatura per gli scorni
da obliare e i novelli da affrontare.