Ca’ sonetto

il nobile edifizio
eretto su quattordici colonne
(G. Gozzano)

Ed io mi guasto, azzimato del cellofan
Nero, e dell’aura urbana mi deodoro
Le ascelle flaccide, snelle per cielo
Aleatorio, e sì che volo!, e a disdoro
Degrado, e grido, e mi sfuggo per foro,
Scappamento per vene, e qui mi celo
l’asma mia miasma, e quindi mi perforo,
E scolo, e ammuffo, e poi m’infungo a pelo,
E lievito la vita, dolce plum
Cake sotto vuoto spinto, e sto in apnea,
E trattengo il respiro, stretto in stringa,
Di glosse strozza…! E mi strizzo l’idea,
E mi gonfio nei pressi di siringa,
Che già mi gratta, e già mi sfratta. E… sboom!