Chi resta
È giunto quel tempo in cui si fa sera,
manca un piatto, una voce, un respiro;
la sedia vuota scrive il suo martìro
nel legno freddo d’una casa austera.
E troppe foto, a render la preghiera
dei giorni andati, immobili nel giro
d’un tempo che non torna, e il mio sospiro
si spegne dove il buio più dispera.
Ogni cornice è un frammento di vita
che grida piano: “Ricordami ancora”,
mentre il silenzio intorno si fa rito.
Ma resta un lume — tenue, che consola —
nel vuoto che la tavola ha vestito:
l’amore resta, e vive in ogni ora.