Evadi!

A cosa serve ancora la Poesia
Un bug antico dell’animo che sogna
Resurrezione di colpa o di vergogna.
Che ne rimane, se non la malattia?
Quand’è che fu che te n’andasti via,
Che la Bellezza mutasti in una fogna
Di schermi d’oro, gettando la carogna
Nel grande vuoto che tutto quanto oblia.
Eppure come un virus mi pervadi
E mi degradi con quei felici pochi
Dall’algoritmo d’odierna vita esclusi.
Così vedendo – sebbene ad occhi chiusi –
La mia prigione bruciar in spenti fuochi,
Mia malattia, Poesia, mi urli: evadi!