i titani
tenere il mondo istoriato di santi
in salvo con due mani larghe e salde
le lastre e falde del globo tiranti
per non cadere nelle gole calde
della sopraffazione come prede
fra la gente che in ressa si fa avanti
a compromessi con la malafede
e a testa bassa accetta tutti quanti
gli stenti, da un filo sporco di pece
pendente, funicolo umbilicale
(nostra radice celeste del male)
e non pensa a una fratellanza invece.
Il mondo con su l’uomo va nel vuoto
se non ne tiriamo al contrario il moto.
*
tenendo il mondo con due mani, forse
riuscirai a sentire che ti appartiene
ché le lotte non sono cantilene
di un ceto annoiato che non insorse
ma legittimo morso alle risorse
per le fauci di pescecani e iene
e furono accolte da chi trascorse
anni in prigione per un mutuo bene.
e quando il capitale mostrerà
il carico di rottura, su marte
ci sarà vita, ma non viva arte
orti senza semenza e ammazzatoi.
sulla terra la festa si farà –
con un grande botto – senza di noi
moderni titani
dalle infìde mani