L’evento mutato

Tinteggia nei mattini piovorni,
pendente altero, oblitera sfera
la grazia che provvida ogn’ora
battito strabuzza vaghi soggiorni,
seducente danno di soggezione:
tenuità diafana dell’io la sera
di esili meandri parole ancora
oscure, traviarsi nella prigione,
allo stesso modo il mio vaneggiare
come di farfalla che più si avviva,
e nel fuoco lampeggia – l’ Amore,
malgrado il fuoco, è l’evento mutato
che irretisce la furia creativa
da cui nolente questa rima sbanda.