Madre

Triste lo sguardo e spento era il sorriso,
gli occhi già rivolti ad un altrove,
finito il corpo, ormai di morte intriso,
e la parola che più non commuove.

Sento la sua presenza in ogni dove,
come un eco che ritorna improvviso,
e mi confonde con vecchie e nuove
memorie e un dolore fermo e preciso.

Ora, in quest’ora incerta, antelucana,
dove tutto sempre è sogno e mistero
e anche la speranza un’attesa vana,
per quanto mi sforzi, niente è più vero
se non la certezza, soltanto umana, del suo guardare silenzioso e fiero.