Maggese

“Dedicata a chi ha visto le proprie vesti scavate da neri solchi d’un amor mendace,
e a chi, tosca, le gemme dell’anima son state velate, ancor in bocciolo.”

Svelate in trina colano giù stille,
abbozzano gracili labbra, bimbe;
nivea tela, coglie in grembo tombe
dell’afresco vortice di lucille.
(Vita-Morte)
Siderali sferzate come spille
effigiano intra l’argini, birbe,
una falce lucente tra l’erbe
d’un’anima lacera di stelle.
Dagli occhi caleidoscopio, silenti,
sboccia acquosa una rosa, vile angelo
dalle ceree ali di bui dipinti;
tingono audaci l’indaco gelo,
Maggese, nuova alba dai dolci venti.
Scivola vinto il tosco infame velo.
(Rinascita)