Mattutino sbadiglio

Stamane la nenia di un arpeggio
mi sveglia com’una fronda nel gelo:
‘sto sbadiglio origliante nel peggio
accompagnerà ad altro sfacelo?

Un sentore d’ore d’aria: solfeggio
di bronzee note d’azzurro cielo;
nella tazza gradevole sorseggio,
delizia d’uno zucchero a velo.

L’essere io ancor qui atterrato,
ennesimo mio giorno di vita,
non appar il buio immaginato.

Tra ampie braccia tese mi invita
un amicante sorriso del creato
ché tacito e beato m’avvita.