NOSTALGIA DEL PADRE

Buono paziente, generoso eri con una testa matta come me: non ero nato e, quasi fossi un re, già riponevi mire e desideri.
Ricordo ancora, come fosse ieri, le volte in cui m’intestardii con te puerilmente, senza ma né se, credendo d’emulare l’Alighieri …
Gettando in fondo al mare i tuoi progetti, (sapevi fosse bene mio primario avvicendarti a capo del vapore),
cocciuto sciocco e illuso di valore, volli seguire il sogno letterario vestendo invece i panni degli inetti.
Un anno intero stetti all’ateneo con fiochi risultati, i sogni di poeta salutati.