Risvegli

Leggo ancora la riga di luce
ch’apre, timida, il chiaro del giorno
e c’è sempre il tuo nome. Seduce
dargli voce nel vuoto d’intorno,
nel risveglio dimentico d’anni,
un chiamare nel nulla, in un muto
tintinnare di voglie. Tiranni,
i ricordi di un tempo perduto
e di pelle e di turgidi inserti,
e di mani e d’intrigo di sguardi,
si rinnovano ancora. Lacerti
di visioni, di sogni … d’azzardi
di noi stupidi amanti, d’incerti
giuramenti di amanti bugiardi!