Schermo spento

Scorro lo schermo di luci che mi abbagliano,
un vuoto dentro che non so spiegare,
i pensieri si piegano e si sdraiano,
come onde stanche sul mio navigare.
La città urla nelle vie che appaiono,
parole mute che provo a decifrare;
il tempo scivola, i cani abbaiono,
nell’eco sordo che non so fermare.
Mi guardo dentro un vetro appannato,
riflessi storti di chi ero ieri,
un io che inciampa, perso e isolato.
E il cuore batte, ma è un suono sbagliato,
tra sogni infranti e inutili sentieri,
rimango fermo, un uomo incatenato.