Chi mai in qualche dove di Andrea Carloni edizioni & MyBook
Non sarà successo soltanto a Stephen Dedalus, ma ad ogni scrittore, di farsi questa domanda. “Chi mai in qualche dove leggerà queste parole scritte?”. Forse un bambino, distante e ignoto.
Non sarà successo soltanto a Stephen Dedalus, ma ad ogni scrittore, di farsi questa domanda. “Chi mai in qualche dove leggerà queste parole scritte?”. Forse un bambino, distante e ignoto.
La Vita e la Morte, le innumerevoli domande che la nostra umana natura ci pone, le vicende di cronaca e le nostre vicende personali, in un intreccio inestricabile che ognuno di noi vive e sente in modo diverso, ma con un denominatore comune: i ‘Passaggi Obbligati’.
L’Edda di Assenze e ritorni non è scandinava, se non nel colore dei capelli. È riminese, e molti dei suoi racconti-film sono ambientati nella nostra città -quant’è difficile non parlare di Rimini quando si è di Rimini. Essere cresciuti qui, soprattutto negli anni Sessanta-Settanta, ti segna.
Autore , infatti, rende con il suo stile elevato la potenza icastica della musica, sottolineando ogni singolo momento emotivo di essa, sì che il lettore-ascoltatore si sente immerso interamente nella vicenda musicale narrata e la vive da autentico protagonista. Indimenticabili pagine che, con il supporto della musica, danno all'animo una consapevolezza di bellezza e di grandezza.
Il 1961 è l’anno decisivo della crisi di rapporti tra Piñera e la Rivoluzione. Lo scrittore non sopporta l’idea di un’arte sottomessa a un disegno politico e critica la messa al bando di libri e pellicole considerate controrivoluzionarie.
Khalat, una giovane curda siriana, lascia la città d'origine per frequentare l’università a Damasco; lo scoppio della guerra civile distrugge i suoi sogni ma non la sua volontà di resistere alla violenza e portare in salvo la famiglia.
Tre storie drammatiche e tragiche, dal dopoguerra alla prima decade del nuovo millennio, ambientate a Roma, città refrattaria al rinnovamento, dove si cerca con ogni mezzo di emergere.
I racconti di questa raccolta sono un connubio tra realtà e fantasia, tra situazioni realmente vissute e situazioni immaginate; nascono dall’intento d’invitare a riflettere e a interrogarsi sul senso della vita, dell’umanità, della storia stessa, senza trascurare sentimenti e ricordi
“Favolette politicamente scorrette” è un’antologia di 35 racconti brevi o brevissimi ma tutti “cattivelli” corredati da illustrazioni create dallo stesso autore. Topolini pessimisti, lupi vegetariani, cani senza padrone, vecchi generali molto tenaci, pomposi profeti di sventura, soldati valorosi ed illusi popolano le pagine di questa raccolta, fruibile più dai grandi che dai bambini e in cui l’epilogo non è mai scontato e la morale è sempre non politically correct e sferzante.
Sulle tracce del più famoso “Io speriamo che me la cavo”, Mario Trapletti, l’autore di questo racconto volutamente sgrammaticato ma impeccabilmente congegnato ci narra, attraverso la simpatica e irriverente voce di Carlo Alberto, il maggiore dei tre figli di questa famiglia italiana baciata dalla buona sorte, le strambe peripezie vacanziere.